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Forfettario fino a 100.000 euro con IVA oltre 85.000? Cosa è in vigore e cosa potrebbe cambiare

La Manovra 2027 potrebbe separare tassazione agevolata e obblighi IVA. Per ora restano le soglie attuali: ecco cosa sapere prima di programmare il prossimo anno.

Partita IVA e possibili novità

Per chi lavora con partita IVA e si avvicina agli 85.000 euro di incassi, la domanda è concreta: crescere significa perdere subito il forfettario? E potrebbe arrivare una fascia intermedia fino a 100.000 euro?

L’ipotesi circola nel dibattito sulla Legge di bilancio 2027, ma non è una regola già applicabile. Le ricostruzioni della stampa specializzata del 21 ottobre descrivono un possibile mantenimento della tassazione agevolata fino a 100.000 euro, con obblighi IVA già oltre 85.000. Prima di prendere decisioni occorre distinguere questa ipotesi dalle regole attuali.

Le soglie che valgono oggi

Gli importi riguardano ricavi o compensi, non il guadagno netto che resta dopo le spese. In sintesi, ferme tutte le altre condizioni di accesso:

  • Fino a 85.000 euro: è possibile applicare il forfettario, verificando i requisiti previsti.
  • Oltre 85.000 e fino a 100.000 euro: il regime continua per l’anno del superamento e cessa dall’anno successivo. Il solo superamento degli 85.000 euro non fa scattare subito l’IVA.
  • Oltre 100.000 euro: l’uscita avviene nell’anno stesso. Il reddito dell’intero anno segue le regole ordinarie; ai fini IVA rileva già l’operazione che determina lo sforamento, secondo i chiarimenti delle Entrate.

Per esempio, chi già applica il forfettario e chiude il 2026 con 92.000 euro di incassi, senza superare i 100.000, resta nel regime per il 2026 e ne esce nel 2027 secondo le regole attuali. Un’eventuale nuova legge andrebbe verificata anche per le disposizioni transitorie.

L’ipotesi: tassazione agevolata, ma con IVA nella fascia intermedia

La possibile novità separerebbe due aspetti oggi strettamente collegati: il modo di tassare il reddito e la gestione dell’IVA. Nella fascia tra 85.000 e 100.000 euro si conserverebbe il trattamento agevolato sulle imposte dirette, introducendo però gli obblighi IVA e i relativi adempimenti.

Restano da conoscere il testo, la decorrenza e le modalità operative. Non è quindi possibile dire oggi da quale fattura si applicherebbe l’IVA, come sarebbero trattati gli acquisti o quali passaggi varrebbero per chi ha già superato la soglia. Il riferimento alla fascia intermedia descrive uno scenario, non un’autorizzazione a fatturare diversamente.

Che cosa valutare per la propria attività

La convenienza richiederebbe una simulazione concreta. Se lavori soprattutto con privati, conta il prezzo finale che il cliente è disposto a pagare; se lavori con imprese, vanno considerate anche le condizioni contrattuali e la loro situazione IVA. Costi, margini e nuovi adempimenti possono cambiare il risultato.

Nel frattempo, tieni aggiornato il totale degli incassi e confrontalo con gli impegni già assunti. Prima di modificare prezzi, contratti o fatture sulla base delle anticipazioni, verifica con lo Studio le regole effettivamente applicabili. Questa analisi sarà aggiornata quando saranno disponibili novità normative ufficiali.

La tua attività si avvicina alla soglia?

Contatta lo Studio per verificare gli incassi e programmare il passaggio di regime.

Fonti e stato delle informazioni

Verifica del 26 ottobre 2026. Le regole vigenti sono distinte dalle anticipazioni di stampa sulla Manovra 2027, da riconfermare prima della pubblicazione.


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