Manovra 2027: il forfettario a 100.000 euro, situazione per situazione
La proposta separa la soglia per le imposte da quella per l’IVA. Ecco cosa cambierebbe in base agli incassi del 2026 e cosa valutare prima di decidere.
Il 28 ottobre 2026 il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge di Bilancio 2027. Per il regime forfettario la proposta porta a 100.000 euro la soglia di ricavi e compensi valida per le imposte sui redditi, mentre per l’IVA l’esonero resta fino a 85.000 euro, in attesa di un’autorizzazione dell’Unione europea. Abbiamo già dato la notizia; qui vediamo le diverse situazioni e le scelte che si aprirebbero.
Il testo non è ancora legge: il Parlamento deve approvarlo entro il 31 dicembre e può modificarlo.
Le regole che valgono oggi
- Fino a 85.000 euro di ricavi o compensi: si applica il forfettario, senza IVA, se sono rispettati gli altri requisiti.
- Tra 85.000 e 100.000 euro: il regime vale per tutto l’anno e cessa dall’anno successivo.
- Oltre 100.000 euro: si esce nell’anno stesso. L’IVA si applica dall’operazione che fa superare la soglia e il reddito dell’intero anno segue le regole ordinarie.
Cosa prevede la proposta
Due soglie diverse. Fino a 100.000 euro il reddito continuerebbe a essere calcolato con il coefficiente di redditività e tassato con l’imposta sostitutiva del 15% (5% per le nuove attività con i requisiti). Oltre 85.000 euro, però, si applicherebbero l’IVA e i relativi adempimenti. È il cosiddetto “doppio binario”: imposte forfettarie, IVA ordinaria.
La soglia IVA di 85.000 euro è fissata dalla normativa europea sulla franchigia per le piccole imprese (direttiva UE 2020/285). Il Governo intende chiedere all’Unione europea l’autorizzazione ad alzarla, ma per ora non c’è.
Le situazioni possibili
Incassi 2026 fino a 85.000 euro
Non cambia nulla. Nel 2027 resti nel forfettario, senza IVA, se rispetti gli altri requisiti.
Già forfettario, incassi 2026 tra 85.000 e 100.000 euro
Con le regole attuali esci dal 2027. Con la proposta potresti restare nel forfettario per le imposte, ma dovresti applicare l’IVA. Resta sempre possibile scegliere il regime ordinario, se conviene di più.
In regime ordinario, incassi 2026 tra 85.000 e 100.000 euro
Oggi non puoi entrare nel forfettario. Con la proposta potresti farlo dal 2027 per le imposte, continuando però ad applicare l’IVA, se rispetti gli altri requisiti.
Incassi oltre 100.000 euro
Nessuna novità annunciata. Si esce dal forfettario nell’anno del superamento e si applicano IVA e imposte ordinarie.
Superi 85.000 euro durante il 2027
È il punto meno chiaro. Il testo dovrà dire da quale fattura scatta l’IVA e come si coordinano le regole di uscita. Per ora nessuna risposta è possibile.
Apri una nuova attività
Le soglie sarebbero le stesse. L’imposta del 5% per i primi cinque anni resta legata ai requisiti già previsti.
Restare nel forfettario con l’IVA conviene?
Dipende dall’attività. I fattori principali sono quattro.
- Chi sono i tuoi clienti. Le imprese e i professionisti detraggono l’IVA, quindi per loro cambia poco. I privati no: su un compenso di 1.000 euro pagherebbero 1.220 euro. Se il prezzo finale non può salire, ti resterebbero circa 820 euro più IVA.
- Quanti costi sostieni. Nel forfettario non si deducono i costi reali: conta il coefficiente. Con costi alti il regime ordinario può risultare più conveniente anche sotto i 100.000 euro.
- Gli adempimenti. Con l’IVA arrivano liquidazioni periodiche, versamenti e dichiarazione IVA. Resta da capire come si potrà detrarre l’IVA sugli acquisti.
- La prospettiva di crescita. Chi prevede di superare i 100.000 euro a breve deve comunque prepararsi al regime ordinario.
Gli altri requisiti da controllare
- Redditi da lavoro dipendente o pensione. Per il 2025 e il 2026 il limite è 35.000 euro. Dal 2027, salvo proroghe, torna a 30.000 euro, verificato sui redditi del 2026. Dalle informazioni diffuse finora il disegno di legge non prevede proroghe.
- Spese per collaboratori e dipendenti: non oltre 20.000 euro.
- Cause di esclusione, come le partecipazioni in alcune società: restano invariate.
Dal 1° gennaio 2027 le regole del forfettario sono raccolte nel nuovo Testo unico delle imposte sui redditi (D.Lgs. 117/2026), che le riordina.
Cosa fare adesso
- Tieni aggiornato il totale degli incassi del 2026: per i professionisti contano i compensi effettivamente incassati.
- Non cambiare prezzi, contratti o modalità di fatturazione sulla base della proposta.
- Se pensi di passare al regime ordinario per scelta, valutalo prima con lo Studio: l’opzione di norma vincola per almeno tre anni.
- Fino al 18 novembre 2026 il Dipartimento delle finanze raccoglie online le opinioni dei contribuenti sul forfettario. La partecipazione è libera.
I tuoi incassi sono vicini agli 85.000 euro?
Possiamo simulare le opzioni sulla tua attività: forfettario con o senza IVA e regime ordinario. Contatta lo Studio Berti Pisa: 050 26382 · info@studiobertipisa.it.
Informazioni verificate il 1° novembre 2026. Fonti: Consiglio dei ministri n. 195 del 28 ottobre 2026; Fisco7, 28 ottobre 2026; Quotidiano Fiscale, 30 ottobre 2026; Fiscomania, 31 ottobre 2026; ItaliaOggi sulla consultazione del Dipartimento delle finanze (21 ottobre – 18 novembre 2026); Agenzia delle Entrate, circolare 32/E del 5 dicembre 2023; D.Lgs. 117/2026. MISURE NON ANCORA IN VIGORE: il disegno di legge deve essere approvato dal Parlamento e potrà cambiare.

