Figli fino a 14 anni: più tempo per usare il congedo parentale
Dal 2026 i genitori dipendenti hanno una finestra più ampia per utilizzare il congedo residuo. Non aumentano automaticamente i mesi disponibili.
Imprese e famiglie
Il congedo parentale può essere utile anche quando un figlio non è più piccolo. Dal 1° gennaio 2026, per i lavoratori dipendenti, il limite entro cui utilizzarlo è passato da 12 a 14 anni di vita del figlio.
Cosa cambia nella vita quotidiana
Un genitore dipendente con un figlio di 12 o 13 anni può verificare se ha ancora periodi di congedo disponibili. La nuova regola amplia il tempo per usarli; non ricostituisce i mesi già consumati e non aggiunge automaticamente nuove mensilità.
Per adozioni e affidamenti la finestra arriva a 14 anni dall’ingresso in famiglia, sempre entro la maggiore età del minore.
Attenzione alla retribuzione
Il diritto ad assentarsi e l’importo dell’indennità richiedono controlli distinti. La maggiore copertura prevista per alcuni periodi nei primi anni del bambino non significa che tutto il congedo fino ai 14 anni sia pagato all’80%. Contano periodi già utilizzati, requisiti e regole applicabili al singolo caso.
Vale anche per chi lavora in proprio?
L’estensione ai 14 anni riguarda i genitori lavoratori dipendenti. Per autonomi e iscritti alla Gestione separata restano regole differenti: non è corretto applicare loro automaticamente la stessa novità.
Come organizzarsi
Prima di programmare l’assenza, controlla il congedo residuo e confrontati con chi segue le paghe. La domanda all’INPS è telematica e occorre rispettare anche il preavviso al datore di lavoro previsto dalle regole applicabili.
Per le imprese, conoscere per tempo queste richieste aiuta a organizzare sostituzioni e turni; per le famiglie, permette di scegliere con maggiore chiarezza come utilizzare i periodi ancora disponibili.
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